Erik – Capitolo Uno

Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.
(Antoine de Saint-Exupéry)

Capii immediatamente che doveva dirmi qualcosa, non aveva nemmeno il coraggio di incrociare il mio sguardo e sentivo il suo imbarazzo. Stringeva la borsetta fra le mani, era talmente nervosa che non si rese nemmeno conto della pioggia che aveva iniziato a cadere e a bagnarci.

«Erik è un po’ di giorni che penso a cosa dirti.»

Già fin falle prime parole non la stavo ascoltando e mi resi conto di quanto non mi interessava quello che stava dicendo. Non mi colpirono nemmeno le su lacrime miste alle gocce di pioggia. Mi ritrovai a sorridere quando disse che la nostra storia era finita: era come se un enorme peso fosse improvvisamente scomparso e io mi sentivo più leggero.

«Capisco,» dissi. «Spero che troverai chi ti renderà felice.» Mi allontanai e solo allora mi resi conto che ero zuppo di pioggia, ma non mi dispiaceva; la pioggia era tiepida e preso sarebbe cessata, il cielo si stava lentamente rischiarando.

Camminai a lungo tanto da perdere la cognizione del tempo e, quando finalmente mi fermai, mi resi conto che il sole aveva iniziato a tramontare. Sorrisi: la fine di un giorno e la fine di una storia che durava quasi da dieci anni. Il giorno dopo sarebbe iniziata la mia nuova vita senza Cecilia e avrei potuto decidere dove andare e cosa fare senza avere la sua approvazione.

Più pensavo a quanto accaduto poche ore prima, più capivo quanto ero stato limitato e quanto aveva influenzato ogni mia decisione. Avevo fatto delle scelte che mi avevano fatto diventare una persona triste e nervosa e tutto per il bene della coppia, ma in realtà era per il bene di Cecilia che desiderava un certo stile di vita.

Il mio cellulare vibrò, un messaggio di Cecilia.«Mi dispiace non volevo ferirti in questo modo, possiamo vederci per parlare? Sei appena andato via e già sento la tua mancanza.»

Lessi il messaggio più volte, ma non risposi, lo cancellai prima di bloccare il suo numero di telefono. Non mi interessava più ciò che pensava o faceva, aveva deciso di uscire dalla mia vita e lì sarebbe stata, per sempre.

Giunsi finalmente a casa, non accesi la luce mentre toglievo le scarpe e gli abiti bagnati. Mi diressi verso il bagno, aprii l’acqua calda prima di immergermi. Un brivido percorse tutto il corpo, ma mi abituai quasi subito.

Osservai con attenzione l’ampio bagno, la doccia, il lavandino di marmo di Carrara e i mobiletti di legno scuro. Sul lavandino c’erano tutte le mie cose e uno spazzolino di Cecila, si fermava spesso a dormire da me e mi era sembrato normale trovarlo lì ogni giorno anche quando lei se ne andava.

Sapevo che c’erano altre cose di Cecilia, le avrei gettate tutte, non volevo aver più nessuna traccia di lei. Avrei distrutto anche le foto in cui appariva.

mprovvisamente mi resi conto di quanto mi andava stretta la mia attuale vita: ero l’amministratore delegato di un’importante azienda americana, avevo soldi e potevo prendermi tutto quello che desideravo, avevo tutto tranne la libertà.

Una volta uscito dalla vasca presi il cellulare e chiamai la mia segretaria sempre disponibile, uno dei vantaggi che avevo acquisito con la mia posizione.

«Celine buonasera. Ho deciso di fare un po’ di cambiamenti. Vorrei che domani mettessi la mia casa fra le case di lusso in affitto, mi trasferirò in Italia entro la prossima settimana.» Un altro vantaggio della mia posizione era il fatto di poter vivere dove volevo, avrei tenuto sotto controllo l’azienda via telematica e partecipato alle riunioni via skype. «Lascerò casa mia entro questa settimana, per lunedì prossimo organizza il trasporto delle cose che porterò con me; passa da me verso le 9.30 ti darò alcune disposizioni prima di partire per il Italia.»

La salutai sapendo di averla stupita. Celine era una di quelle persone che pensavano di vedermi sposato con Cecilia entro l’anno.

Presi un asciugamano e lo misi attorno alla vita prima di prendere delle scatole dove iniziai a mettere tutte le cose appartenute a Cecilia; prenotai poi il ritiro in modo che lei potesse avere tutto indietro, compreso i regali che mi aveva fatto.

Accesi il portatile. Comprai il biglietto di sola andata per il Italia e prenotai una macchina con autista per raggiungere Piacenza. Guardai la casa in cui avevo passato una lunga vacanza. Una villa padronale circondata da un canale. Non avevo problema di soldi e sapevo bene che non ci sarebbero stati problemi per le trattative.

Mi addormentai molto tardi sul divano e al mio risveglio mi resi conto che entro una decina di minuti sarebbe arrivata Celine come le avevo chiesto di fare.

Celine suonò il campanello alle 9.30 in punto. Mi presentai alla porta con una semplice tuta da ginnastica, lei era perfetta come sempre in un tubino rosso, capelli neri legati in una coda, un trucco semplice e un’espressione preoccupata.

«Buon giorno Celine entra pure e mettiti comoda.»

La osservai mentre entrava, era un po’ in carne, ma non mi era mai interessato più di tanto, era sempre stata molto efficiente e una risorsa importantissima per me.

«Buon giorno signor Lambro è accaduto qualcosa?»

Annuii semplicemente mentre attesi che si sedesse. «Cecilia ha deciso di lasciarmi.»

Notai un sorriso sul suo volto, sembrava quasi sollevata da questa notizia. «Pensavo fosse accaduto qualcosa di grave, ma è solo Cecilia che ha deciso di lasciarla. Se posso permettermi, sono davvero contenta di questa notizia signor Lambro. Lavoro per lei da tanti anni e da quando eravate assieme si è spento sempre più più fino a diventare irriconoscibile.»>

«Pensavo fossi una di quelle persone che faceva il tifo per il matrimonio, tutti dicevano che era la donna perfetta per me.»

Celine scuotè il capo. «No non lo era. La signorina Cecilia poteva essere di un’ottima famiglia, ma era una ragazza viziata e capricciosa, non esattamente la donna che ho sempre pensato adatta a lei.»

«Ti ringrazio Celine, sapere di avere qualcuno dalla mia parte mi fa sentire meglio. Comunque sia, come ti ho accennato ieri al telefono, visto che la vita ha deciso per me, inizierò a fare un bel po’ di cambiamenti, tranne te, molte cose non ci saranno più. Non voglio che tu mi segua in Italia, non voglio dividerti dalla tua famiglia, ma ho bisogno di te più che mai. Ti ho inviato un email con la casa che vorrei comprare, se riesci comprala tutta. Se non riuscirai durante questa settimana non ci sono problemi, andrò in un albergo nel frattempo.»

«Cercherò di far sì che non debba dormire in albergo, signor Lambro.»

«Grazie Celine, d’ora in poi verrò in ufficio una volta ogni quindici giorni e mi fermerò solamente un  paio di giorni. Farò il mio nuovo ufficio in Italia. Se ci sono cose urgenti verrò giù a Londra senza problemi, ma preferirei di non dover tornare spesso.»

«Capisco.» Rispose lei mentre prendeva appunti. «Immagino che parteciperà alle riunioni tramite skype.»

«Sì, esattamente. In realtà non cambia molto, mi tengo già in contatto con New York via skype. Cambieranno anche i nostri orari che diverranno dalle nove di mattina alle quattro del pomeriggio, ma non ti preoccupare, il tuo stipendio rimarrà lo stesso. Abbiamo sprecato troppo tempo per il lavoro, è ora che ci prendiamo cura di noi e tu della tua famiglia. Da quando hai iniziato a lavorare per me ti sei fatta in quattro per soddisfare ogni mia richiesta. Quando avrai concluso tutta burocrazia per la casa avrai un mese di ferie pagato e quando vorrai avrai due settimane di ferie pagate per andare dove vorrai, mi occuperò io di ogni spesa per tutta la tua famiglia.»

Celine mi guardò sbalordita, non avevo mai fatto un regalo simile a nessuno, ma era giunto il tempo di iniziare a ringraziare la persona che aveva condiviso ogni gioia e dolore che avevo avuto sia sul lavoro che nella vita privata.

«Io non posso accettare.»
«Devi accettare, non so cos’altro fare per ringraziarti, Celine. Hai un marito paziente e tre figli favolosi che sono sicuro reclamino la madre ogni giorno perché sta troppo a lavoro.»

«Grazie.»

«Ho preparato delle scatole e chiamato un corriere. Arriverà in giornata per ritirare, sono le cose di Cecilia. Una cosa: sono sicuro che Cecilia farà scoppiare lo scandalo, eravamo la coppia d’oro di londra. Tieni pronti gli avvocati in caso dovessimo agire contro di lei.»

«Certamente.» Segnò l’appunto e la vidi sottolinearlo più volte.

«Questa settimana preparerò le mie cose, le farò mandare al mio deposito personale e quando avrò la casa e sarò sistemata come si deve ti chiederò di inviarmele in Italia così potrò sistemare tutto.»

«Sarà fatto, entro la settimana avrò organizzato tutto e avrà la sua nuova casa.»

Annuii un paio di volte, sapere che entro la settimana avrei lasciato l’Italia mi rendeva euforico. L’ultima cosa che dovevo fare era avvisare la mia famiglia ed i miei amici.

«Ti lascio al tuo lavoro, Celine. Quando hai novità avvisami.»

«Passerà in ufficio questa settimana?»

«Solo se strettamente necessario.»

Una volta rimasto da solo, presi il telefono e chiamai i miei genitori che abitavano in un piccolo paese nella pianura parmense. Furono contenti di sapere che sarei andato a trovarli, ultimamente era un evento; mi chiesero di Cecilia, ma sorvolai, non volevo dare loro la notizia via telefono, mia madre era molto affezionata a lei. In realtà mi stupii che Cecila non l’avesse ancora chiamata.

Presi la patente e le chiavi della macchina prima di dirigermi verso la casa dei miei.

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